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domenica 5 luglio 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA SANTA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - DODICESIMA ED ULTIMA PARTE .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 


Basilica Patriarcale di San Pietro - Santa Giuliana Falconieri - Dell'Ordine dei Servi di Maria

Cari amici e care amiche, termina così la breve biografia su Santa Giuliana Falconieri, indubbiamente una santa da riscoprire e amare, una grande santa. Da Terziario Francescano e con scarsissime conoscenze sull'Ordine dei Servi di Maria, tramite la vita di questa santa ho capito che la caratteristica propria dei santi di questo antico Ordine religioso che ha nella Vergine Santissima la propria fondatrice e Patrona principale; è proprio l'umiltà e la Carità, Carità intesa come amore per il prossimo e in modo particolare la Carità fraterna vissuta e incarnata all'interno della famiglia dei Servi e delle Serve di Maria e poi anche e soprattutto una vita condotta ad imitazione della vita terrena di Maria Santissima, una vita umile, discreta, contemplativa, testimone di Cristo Gesù con dolcezza, mitezza, bontà d'animo. 
Non è facile poter materialmente costruire una biografia su una santa vissuta nel Medioevo, per varie ragioni o perché, suppongo, si sono perduti documenti e testi importanti dell'epoca. Vi rimando all'Istituto Storico dell'Ordine dei Servi Di Maria, che so uno fra i migliori e più attenti, un istituto laborioso e serio che molto ci tiene alla storia e alla testimonianza di vita dei propri santi e che non sono pochi e tutti da riscoprire. 
Riscoprire! Compito principale affidato ai religiosi e religiose degli Ordini e Istituti di vita consacrata. Penso che Papa Francesco lo abbia ricordato durante la sua visita in Bosnia parlando ai religiosi/e: se non si guarda alla testimonianza di chi ci ha preceduto nella Sequela del Signore e ne seguiamo le orme anche a costo del martirio....per testimoniare Gesù, per essere come Lui.... Insomma, non ho il testo preciso di quel discorso di Papa Francesco, ma ho visto e udito attraverso la diretta di Sat2000 e mi sono venuti i brividi. Mi pongo una domanda: chi ascolterà le parole profetiche, chiare, dirette di Papa Francesco? 
Si parla di Ordini religiosi rilassati. A noi cristiani laici l'argomento può interessare o non interessare, c'è troppa indifferenza e con questa indifferenza, spesso indice di grande ignoranza a livello spirituale.....e di Parola del Signore....e del sentirsi parte integrante del popolo di Dio che è la Chiesa...., si lascia fare o si giudicano i religiosi, quelli reputati troppo “seri” o troppo “conservatori” mentre si applaude ai religiosi ... che ballano per le strade, quelli simpatici che vanno in TV, quelli che ....: ma non è meglio allora restare laici che bisogno c’è di farsi religioso? Mah?. 
Il problema è: che cosa si vuole dire oggi per “seri” o per “troppo conservatori”. Io mi sono levato dalla testa che a questo Papa, Papa Francesco, piacciano i religiosi o le religiose accomodanti..., troppo inclini alla mondanità, che perdono di vista quell'essere del mondo ma non del mondo, quei religiosi tutto fare....ma con poca preghiera comunitaria e personale...Io sono convinto che il Papa così la pensa. 
Una cosa è certa: dove c'è rilassatezza …. le vocazioni non fioriscono e un genitore ci pensa mille volte a mandare un figlio o una figlia in un Ordine religioso rilassato....appunto, accomodante o ancor più grave, un Ordine religioso che ha perduto di vista la propria identità, il proprio Carisma. 
Com’è bello il testo del Vaticano II Perfectae Caritatis sui religiosi. Un testo meraviglioso e stravolto dai contemporanei. Non sono né le penitenze, né le austerità, né i digiuni, né i cilici, né l'obbedienza schiacciante imposta da poveri e sprovveduti superiori ai propri sudditi di 40/50 anni fa a fare un buon religioso, né la fraternità conventuale dei giorni nostri, vissuta alla “volemose bene”(detto in romanesco) o come compagnia di amiconi.... dove ciascuno fa come meglio gli pare....e i conventi che sono diventati non case di preghiera ma dormitori dove mangiare, dormire e dove i laici...entrano ed escono.... etc... 
Vi cito un testo di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa, si tratta dell'inizio del primo capitolo de “Pratica di amar Gesù Cristo” , solo alcune parole: 
<< Tutta la santità e la perfezione di un'anima consiste nell'amare Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore. Chi ama me, disse Gesù medesimo, sarà amato dall'eterno mio Padre: Ipse enim Pater amat vos, quia vos me amastis (Io. XVI, 27). Alcuni, dice San Francesco di Sales, mettono la perfezione nell'austerità della vita, altri nell'orazione, altri nella frequenza dei sacramenti, altri nelle elemosine; ma s'ingannano: la perfezione sta nell'amare Dio di tutto cuore. Scrisse l'Apostolo: Super omnia....caritatem habete, quod est vinculum perfectionis (Coloss. III, 14). 
La carità è quella che unisce e conserva tutte le virtù che rendon l'uomo perfetto. Quindi diceva Sant'Agostino: Ama, et fac quod vis: ama Dio e fa quel che vuoi; perché ad un'anima che ama Dio, lo stesso amore insegna a non fare mai cosa che gli dispiaccia, ed a far tutto ciò che gli è gradito>>. 
(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, Ed. San Paolo, 1986.) 
Penso, che allora i santi dei Servi di Maria si possono ben identificare con quanto appena ho citato di Sant'Alfonso Maria de Liguori, e del resto anche i “miei” santi francescani sono pure così: impregnati di Carità e innamorati del Crocifisso Gesù e di Maria Santissima. 
Francesco di Santa Maria di Gesù.

Da: Breve Storia dell'Ordine dei Servi di Maria, V.Benassi; O.J.Dias; F.Faustini, Ed. Missioni Servi di Maria, Roma 1984. <<....Santa Giuliana Falconieri, invece, è la prima e più importante figura femminile religiosa che incontriamo nella famiglia dei Servi di Maria. Beatificata nel 1678, fu canonizzata nel 1737. La tradizione agiografica – come scrive padre Emilio Maria Bedont dei Servi di Maria, - presenta i seguenti dati intorno alla santa. Fece la sua oblazione all'età di 15 anni, nelle mani di San Filippo Benizi, dal quale ricevette l'abito di oblata dei Servi (quindi sarebbe nata almeno nel 1270). Visse la sua oblazione in casa propria, finché morti i genitori, non raccolse intorno a sé altre compagne per fondare una comunità di vergini. Questo ideale fu raggiunto il 3 luglio del 1332. La sua morte sarebbe avvenuta il 19 giugno del 1341: molti miracoli accaddero attorno al suo sepolcro nella chiesa della Santissima Annunziata di Firenze. Secondo il predicatore e storico dell'Ordine dei Servi di Maria del Quattrocento, Fra Paolo Attavanti, Santa Giuliana fu illustre iniziatrice delle suore e delle claustrali Serve di Maria. La memoria della sua santità è legata ad una particolarissima devozione alla Santissima Eucarestia.....>>. 
Fine. 
 Santa Giuliana Falconieri

LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

venerdì 3 luglio 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE UNDICESIMA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 









Per 220 anni il corpo di Santa Giuliana rimase indisturbato nella Cappella di famiglia intitolata all'Immacolata Concezione. Nel frattempo gli abitanti di Firenze non cessarono mai di riguardarla come loro speciale patrona e tutti veneravano la sua tomba come quella di una grande santa, tenendo per certo che un giorno sarebbe stata innalzata agli onori degli Altari. 

Santa Giuliana Falconieri Ordine Servi di Maria

Ogni anno il 19 Giugno anniversario della sua morte, ne celebravano la festa decorando la Cappella e l'altare con fiori e ricchi drappi e bruciando innumerevoli candele dinanzi alle sue reliquie. 
Finalmente, dopo lunghi secoli di attesa, giunse il giorno del grande trionfo di Santa Giuliana Falconieri, con indicibile gioia di tutto il mondo cattolico. La Santa Madre Chiesa, procedendo con le precauzioni solite per tali occasioni, dopo lungo e scrupoloso esame dei grandi miracoli a Lei attribuiti, solennemente nella persona di Papa Clemente XII canonizzò la nostra Santa il 16 luglio 1737, in mezzo alle usuali splendide feste di San Pietro e grande gloria dell'intero Ordine dei Servi di Maria e con speciale tripudio dei fiorentini. 

Santa Giuliana Falconieri Ordine Servi di Maria 

Oh Santa Giuliana, Santa dell'Eucarestia! Quasi 600 anni sono passati da quella memoranda notte, quando nell'antica Firenze lo Sposo Divino, in un eccesso del Suo amore, entrò miracolosamente nel tuo cuore, nell'oscuro convento di Via dei Servi, e tuttora la storia, tramandata nei secoli come fragranza di un dolce fiore, eco soave di musica lontana, ha meraviglioso potere di rallegrarci e lo avrà sempre sino alla fine del mondo, quando, i cieli ripiegheranno su se stessi come un panno e le stelle si disfaranno in polvere. 
Gesù Cristo ieri, oggi e sempre 
Voglia Iddio che noi del XX secolo, privilegiati dalla prassi raccomandata dalla Santa Chiesa di poter ricevere Gesù nel Sacramento del Suo amore ogni giorno, possiamo partecipare di una piccola stilla di quel fervore che animò te, o Sposa di Cristo, e così entrare nella vita eterna. 

 Santa Giuliana Falconieri Ordine Servi di Maria



Urna reliquario Santa Giuliana Falconieri
Basilica Santuario della Santissima Annunziata - Firenze  



Santa Giuliana Falconieri OSM

Fine della undicesima ed ultima parte. 


Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri 



Undicesima Parte 
Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

mercoledì 1 luglio 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE DECIMA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 








Al diniego del buon sacerdote di far almeno baciare la Santa Ostia a Giuliana perché per via del suo brutto male allo stomaco nulla poteva assumere, non si dette per vinta ed ogni nuovo ostacolo accresceva il suo fervente desiderio. 
O Gesù, immortale amore, 
che mi cerchi in ogni loco, 
che sei morto per l'ardore 
troppo intenso di quel fuoco, 
che divampa nel tuo cuor. 
Vieni, vieni senza velo 
nella tua beltà pura, 
bianco giglio, Re del Cielo, 
che in quest'umile natura, 
Ti immolasti per amor. 
Non andar più lungi, o Dio, 
non percorrere altra via, 
son tua sposa, sono io; 
deh Ti prendi l'alma mia, 
Gesù caro, insieme a Te. 
Non potendo in alcun modo reprimere i potenti trasporti del cuore, con le lacrime agli occhi, fece un'ultima ardente supplica. Scongiurò il buon sacerdote a stendere un velo sul petto di Giuliana e deporvi sopra la Santa Ostia, onde il suo cuore potesse palpitare vicino al cuore di Cristo per ricevere fortezza e conforto. 
Assai perplesso e incerto sul principio, il padre Giacomo si sentì poi interiormente mosso ad acconsentire alla sua richiesta. Le distese sul petto un corporale e vi pose sopra con riverenza il Santissimo Sacramento. 
Oh prodigio! Non appena l'Eucaristica Vittima ebbe toccato quell'Altare Vivente, - disparve -, e Giuliana con flebile voce, piena di gioia ineffabile esclamò:
 
<<Oh mio dolce Gesù! DULCIS MI JESU!>>
  
e l'anima sua, pura, come colomba immacolata, se ne volò all'amplesso del Suo Creatore. 
Lo Sposo Divino delle Vergini aveva appena appagata la brama della sua diletta e da Se stesso l'aveva comunicata. Morì come aveva desiderato, intimamente unita alla di Lui Sacra Carne, e l'ultimo battito del suo cuore fedele aveva pulsato insieme a quello di Gesù.... 

Il miracolo Eucaristico in Santa Giuliana Falconieri, OSM.

Il miracolo Eucaristico in Santa Giuliana Falconieri, OSM.

Si può immaginare la grande meraviglia e la gioia di ognuno dei presenti. Il padre Giacomo dopo aver tentato di rendersi conto dello sparimento della Santa Ostia, si ritirò, pienamente convinto che Dio nel suo infinito amore aveva operato un miracolo per rendere contenta la Sua sposa Giuliana, però era rimasto completamente all'oscuro del come era avvenuto, dal momento che nessuno aveva veduto l'Ostia Santa passare per le di Lei labbra. 
Ma quando le consorelle di Giuliana con massima riverenza incominciarono a lavare e preparare il corpo della Santa per la sepoltura - quando ebbero rimossa la camicia di crini, che aderiva alla sua pelle, e sciolta la cintura di ferro, piena di acuti punte, che avevano penetrata la sua carne così profondamente da non riconoscere che cosa fosse - allora esse scoprirono nel medesimo luogo dove era stata posta la Vittima Divina, vicino al cuore, un sigillo rotondo nel cui centro era il Crocifisso formante un'esatta rappresentazione dell'Ostia, realizzando così nella stessa morte l'ardente desiderio espresso nella sua favorita giaculatoria: 
 
<< Nemo tollat a corde meo 
Amorem meum Crucifixum >> 
 
Esse la collocarono nella sontuosa cappella appartenente alla Famiglia Falconieri in Santa Maria di Cafaggio (la Santissima Annunziata in Firenze) e lì per due lunghi giorni e notti si adunò il popolo di Firenze e dei dintorni per baciarne le mani ed i piedi ed implorarne la protezione. 
E mentre giaceva là, rivestita dell'abito di Serva di Maria, che aveva tanto amato, ineffabilmente calma e pacifica, una luce tutta celeste brillava sulla sua faccia ed un sorriso di indicibile felicità sfiorava sulle sue labbra – i ciechi, i muti, gli ammalati e gli infermi di Firenze si affollavano intorno a Lei, e si racconta, che nessuna malattia resisteva al contatto del sacro corpo e dell'abito che lo copriva, e innumerevoli miracoli furono operati.

Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri


Decima Parte
Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

lunedì 29 giugno 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE NONA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 






Per 34 anni Giuliana aveva fedelmente disimpegnata la carica di Priora, chiedendo spesso è vero, di essere liberata delle onerose obbligazioni che questa le apportava, e di poter passare il resto della sua vita in obbedienza e umiltà, ma non le fu possibile raggiungere mai il suo scopo, perché le suore si rifiutavano decisamente di eleggere un'altra superiora. 
Fu soltanto vicino alla fine della sua giornata terrena, quando la loro diletta Madre Giuliana aveva raggiunto il suo settantesimo anno di età, e le crescenti infermità e la malferma salute richiedevano assolutamente che fosse liberata dal grave peso, che esse scelsero Suor Giovanna Soderini a succederle, con indicibile gioia della Santa, che ora si sentiva libera per prepararsi a quel felice giorno, oramai vicino, che l'avrebbe unita per sempre al suo Diletto. 
I suoi dolori erano intensi. Mortificazioni, digiuni ed incessante lavoro avevano estenuata la sua costituzione naturalmente delicata, cagionandole un tumore allo stomaco che l'obbligava ad una completa astensione da qualunque sorta di cibo; il più piccolo sforzo che facesse per nutrirsi, era seguito da spasimi e da affannosa nausea. 
Essa però, con gli occhi rivolti al Crocifisso, sopportava silenziosamente e con gioia la sua agonia, rallegrandosi di essere degna di patire insieme a Lui. 
In quella sera, mentre giaceva morente, si presentò ai suoi occhi un calice, ancor più amaro di quello che martoriava il suo corpo verginale nelle pene dell'agonia; dinanzi a questo la sua pura anima indietreggiava, come Cristo un giorno nell'orto del Getsemani, quando: 
...ogni delitto ed ogni bruttura 
che i mortali commisero al mondo 
gli furon innanzi, qual tetra figura 
di mar nel cui torbido fondo 
Ei giaceva sommerso a morir..... 
Per la natura della malattia si vedeva impedita di ricevere la Santa Comunione, il cibo e la vita della sua anima, e noi possiamo immaginare quale debba essere stato il cordoglio provato per tale privazione dell'ardente sposa di Gesù sacramentato. 
L'angustia era estrema, ed il suo confessore fra Giacomo e le suore potevano a stento recarle un qualche sollievo. Stava ormai in procinto di spiccare il volo di questa misera terra verso quel luogo, dove “la fede cresce e l'oscurità si dilegua” ma un terribile pensiero la martoriava incessantemente. 
Era mai possibile che essa fosse destinata a non ricevere per l'ultima volta il suo Gesù – essa che fin dall'aurora della vita era vissuta per Lui e per Lui solo? 
Doveva essere questa forse la ricompensa di tutti quegli anni di lavoro, di preghiera, di digiuno e del lungo, profondo e giornaliero martirio della vita religiosa? Era mai possibile che Gesù si dimenticasse di lei? 
….il servizio perfetto a Lui reso, 
il dovere adempito con amore 
in opere, in parole, e l'innocenza 
fin a quel dì serbata senza macchia?... 
Oh, certamente no! Come poteva Giuliana morire senza di Lui? Tuttavia quando fra Giacomo, che era presente, lo fece sapere che non era possibile ricevere il Santo Viatico, ma che il suo ardente desiderio era a Gesù così caro quanto il reale ricevimento della Santa Particola, Giuliana si tranquillizzò, sostenuta da quello spirito di obbedienza e umiltà che aveva sempre avuto. 
Poi, fissando i suoi occhi morenti sulla faccia del sacerdote, lo pregò di permetterle almeno di vedere e adorare la Sacra Ostia, se non poteva riceverla. 
Il buon Padre ansioso di darle tutte le consolazioni che poteva, si affrettò a recarsi a Santa Maria di Cafaggio (la Santissima Annunziata in Firenze), e portò il Santissimo Sacramento dentro una pisside fin alla cella di Giuliana. 
Appena Giuliana scorse Nostro Signore, si gettò sul pavimento in trasporto di gioia, stendendo le sue deboli braccia in forma di croce. 




La sua faccia brillò come il sole; non più sfinita, sparuta e macilenta per l'età e la malattia, divenne anzi in un istante straordinariamente bella, come nei giorni della sua graziosa giovinezza. 
Con la massima amabilità le consorelle la rialzarono e l'adagiarono nel suo povero giaciglio. Allora con infuocati e tremuli accenti scongiurò il padre Giacomo di portarle Gesù più vicino, affinché le fosse almeno possibile di baciare con la massima riverenza la Santa Ostia, ma il sacerdote si rifiutò reputando quell'atto impossibile. 

Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri 



Nona Parte 
Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

sabato 27 giugno 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE OTTAVA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 








Nell'anno 1306 dopo una lunga malattia sopportata con cristiana fortezza, passò all'eterna ricompensa l'anima di Recordata nella tarda età di 95 anni. Essa morì tra le braccia della sua cara ed unica figlia, Giuliana. Avendo così terminati gli ultimi doveri di figlia verso la sua amata genitrice, spezzato l'ultimo anello della catena che l'avvinceva al mondo, il primo atto di Giuliana fu distribuire in carità ai poveri della sua città nativa, l'immensa fortuna che aveva ereditato. Essa non fu contenta finché non si spogliò completamente di quanto possedeva, di modo che divenne veramente povera, come Colui che non aveva una pietra dove reclinare il suo capo. 
Quindi, come la colomba vola al suo riparo, lasciato per sempre il sontuoso antico palazzo di famiglia presso l'Arno, casa dei suoi antenati, andò al convento di Via dei Servi che essa stessa aveva fondato, qui inginocchiata dinanzi alle consorelle, chiese di essere ammessa nel loro numero come l'ultima e più indegna di tutte. Invano le buone suore mostrarono tutta la contentezza di averla fra loro e la pregarono di prendere la direzione della casa come la più atta ed amata superiora. Essa con calma ma risolutamente si rifiutò dicendo che era venuta esclusivamente per servire e ubbidire le altre e in tal modo assicurare la salvezza dell'anima propria. 
Visto inutile ogni tentativo, esse si rivolsero al Padre Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, Fra Andrea Balducci, il quale, memore della profezia di San Filippo Benizi, che Giuliana sarebbe stata un giorno Fondatrice delle Serve di Maria e vedendo che essa al presente era libera di poter mandare ad esecuzione la grande opera stabilita dal suo predecessore, pensò esser questo il tempo propizio per accettare la richiesta delle suore; molto più che la loro piccola comunità si trovava in uno stato molto insicuro, mancando di un governo interno, di una superiora regolarmente eletta e di una regola per l'osservanza monastica. 
Fino a questo momento esse non erano altro che semplici Terziarie viventi insieme sotto la direzione spirituale dei Frati Servi di Maria della Chiesa della Santissima Annunziata e di Santa Giuliana stessa. La nostra Santa contava allora 36 anni di età, quando il Padre Generale dell'Ordine, Fra Andrea Balducci, ratificò la scelta che le Suore avevano unanimamente fatta e la elesse solennemente Priora della comunità, nonostante la sua estrema angustia e ripugnanza. 
La sua prima cura fu di ordinare, con l'aiuto di Sant'Alessio, le Regole per le Suore. Queste Regole disegnate e studiate nella preghiera e meditazione, furono sostanzialmente simili a quelle poi approvate da Papa Martino V e confermate da Papa Innocenzo VIII. 
Intorno al periodo del suo governo, il padre Bernardi nella sua “Storia di Santa Giuliana Falconieri” dice di lei: “....che si può assomigliare a quel falco luminoso di cui è scritto sanitas in pennis eius, perché volò sempre con piume altrettanto veloci, quanto salutifere, additando la via dell'eterna beatitudine con l'esempio, con la regola e con i santi insegnamenti. Avresti osservato in Giuliana, sui primi albori del governo, una chiarissima idea di compitissima Madre; zelante, ma non impetuosa; considerata, ma non lenta; semplice, ma con saviezza; savia, ma con semplicità; affettuosa, ma non affettata; occupata, ma non confusa; grave, ma senza altrui gravezza. Alla sola presenza di lei le amate figliole dimenticavano le penose vigilie, i lunghi digiuni, le povere mense e ogni tollerato disagio”....  
Nel 1310 un gran dolore venne nuovamente ad amareggiare la vita della nostra santa. Sant'Alessio Falconieri, ultimo dei Sette Santi Fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria, si riposò nel Signore nel quieto ritiro della Santissima Annunziata in Firenze. 
I suoi ultimi istanti furono ineffabilmente consolati dall'apparizione del nostro Divin Redentore sotto le apparenze di un grazioso Bambino, che posò una corona di fragrantissime rose sulla sua fronte, mentre gli angeli in forma di colombe sorvolavano intorno al suo povero capezzale. 

Morte di Sant'Alessio Falconieri



Sant'Alessio Falconieri


Per circa 30 anni aveva vigilato sulle vicissitudini dell'Ordine dei servi della Beata Vergine Maria che egli tanto amava, si era rallegrato dei suoi trionfi e contristato nelle sue sventure. Non vi era allora nessuna distinzione fra religiosi ordinati presbiteri e religiosi non presbiteri, la vocazione nella medesima famiglia religiosa non prevedeva affatto distinzioni, cosa che purtroppo avverrà più tardi nel tempo con l'accentuarsi di una impostazione piuttosto clericale nelle famiglie religiose e che introdusse, di fatto, quelle distinzioni tra religiosi preti e non preti. 
Prima del suo felice transito, nel 1304 il Papa Benedetto XI, con formale ed esplicita approvazione aveva finalmente approvato l'Ordine dei Servi di Maria. L'Ordine era stabilito e la sua diletta nipote, Giuliana, aveva dato principio alle Mantellate, nome popolare dato alle Suore del Terz'Ordine. 
Era sull'imbrunire in Firenze. Per tutto il giorno il sole attraverso un mare di zaffiro aveva veleggiato come una nave d'oro; non una tenue nube era comparsa a sbiadire l'azzurra volta del cielo, ed ora, vicino al tramonto, in una fiamma di tremulo opalescente splendore, dietro le violacee colline di Fiesole, tuffava le belle cupole e torri della Città dei Fiori in un bagno di luce dorata. Da cento guglie e cento campanili echeggiavano i dolci rintocchi dell'Angelus riempiendo l'aria di melodiose note e gli stanchi cuori degli uomini di pensieri non della terra, ma di Colei, che, coronata di stelle, si chiama nostra Vita, nostra dolcezza, nostra Speranza: Maria. Là, in una misera cella del Convento di Via dei Servi di Maria, stesa su un povero giaciglio e circondata dalle sue figlie piangenti, Santa Giuliana giaceva morente. 

Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri



Ottava Parte Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

martedì 23 giugno 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE SETTIMA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 





Giuliana non fu priva di una guida spirituale; il Santo vegliardo Alessio Falconieri viveva ancora, e come altra volta aveva fatto, era sempre pronto con il suo umile modo di agire e consigliarla e dirigerla. Quando dopo la morte di San Filippo Benizi, il numero delle Terziarie Serve di Maria, crescendo rapidamente, rese quasi impossibile per molte di esse condurre vita religiosa nelle proprie case, fu Sant'Alessio che l'incoraggiò a riunirle in comunità e si occupò di trovarle una casa conveniente. Il Palazzo Grifoni, una larga abitazione nell'odierna Via dei Servi, sembrò adattissimo sotto ogni aspetto, data la sua vicinanza alla Chiesa della Santissima Annunziata, la quale avrebbe facilitato alle consorelle la possibilità di attendere agli esercizi di pietà e di essere dirette dai frati dell'Ordine. 
Dopo non poche difficoltà, Santa Giuliana riuscì ad ottenere questa casa per il suo scopo, e qui nell'anno 1287, riunì tutte le consorelle. E' la prima fondazione di un convento di Terziarie consacrate Serve di Maria. Giuliana si comportò con questo piccolo stuolo di anime elette come una madre e come avrebbe desiderato lo stesso San Filippo Benizi. Per ventuno anni Santa Giuliana visse dividendo il suo tempo fra la preghiera, le opere di zelo e di carità e la cura amorevole verso l'anziana madre Recordata. Quelle belle virtù che aveva mostrato di possedere fin dalla più tenera fanciullezza, fiorivano ora nella sua anima in modo da raggiungere un grado eminente. 
L'amore verso Gesù Sacramentato e la devozione a Maria Santissima furono i principii vivificanti della sua vita spirituale. Sembrava che la sua anima fosse di continuo intenta a far atti di riparazione e di amore al suo Sposo Celeste per tutti gli oltraggi ricevuti da Lui nella sua Passione e nella Sua vita eucaristica, e bramava di consolare il suo Sacro Cuore e di condurre anime ai Suoi piedi. Per ore ed ore sarebbe voluta rimanere in ginocchio nella Chiesa della Santissima Annunziata e talvolta, quando niente la disturbava nella sua estasi accanto al trono di Gesù, il suo corpo strappato dalla terra dall'intensità del suo amore, si vedeva miracolosamente sospeso in aria per considerevole durata di tempo. Desiderava ardentemente di ricevere la Santa Comunione, a cui, con il permesso del suo confessore, si accostava più volte la settimana, e in quei giorni si asteneva di qualunque sorta di cibo. Mai osava appressarsi all'Altare per essere partecipe della mensa Divina senza essersi prima confessata, tanto era grande il sentimento della sua indegnità ed immenso il rispetto che aveva per questo adorabile Mistero, sebbene la sua purezza non fosse mai stata macchiata da peccato deliberato, e per conseguenza fosse oggetto di ineffabile compiacenza a Colui “che si pasce fra i gigli”. Non soltanto la nostra Santa si tratteneva lunghe ore assorta in preghiera dinanzi al Tabernacolo per trattare con il Prigioniero di Amore la salute delle anime – non solo Lo riconosceva spesso “nella frazione del Pane” per il medesimo nobile scopo, e non solo castigava il suo corpo innocente con aspri cilizi; talmente che la sua dolce faccia dava segni esteriori delle penitenze tanto da apparire sul volto, ma usciva pure per le vie pubbliche della sua Firenze. Dovunque si trovava indigenza, miseria e dolore da alleviare, là era pure la buona Serva di Maria. Le impressioni lasciate dal suo passaggio erano simili a quelle che lascia una dolcissima musica nel suo fiorire. Nella casa dei poveri, nelle prigioni, negli ospedali ripieni di appestati – dovunque la sua carità era illimitata. Si sentiva discepola del Signore e in tutto voleva imitarlo per amore dei fratelli. 
Porgeva cibo ai malati con le sue stesse mani, ripuliva le loro abitazioni, le loro stanze, rifaceva i loro letti e dove erano ferite o piaghe da fasciare, essa offriva la sua opera senza mai mostrare la minima ripugnanza. Anzi, per superare il naturale disgusto che provava alla vista e all'odore di alcune piaghe di quei poveri sofferenti, accostava le sue labbra alle ferite non di rado baciandole. La vita condotta da questa nobile figlia dei Falconieri, era un costante rimprovero per le ricche matrone fiorentine, che erano dedite alla vanità, alla dissipazione e alle cose mondane. In virtù del suo rango aveva facile accesso alle loro case e le sue miti parole di rimprovero in quasi tutte le occasioni, cadevano nei loro cuori induriti e dediti al piacere, come una rugiada rinfrescante di unzione celeste e facevano vedere loro la verità di quel sublime detto “sono nato per cose migliori” che la nostra santa senza dubbio doveva loro spesso citare. 
Molte di quelle ricche donne, misero da parte per sempre i loro preziosi ornamenti e vesti di seta per il bruno manto e il Crocifisso dei Terziari Servi di Maria, e tutte, senza eccezione, si sforzavano di condurre una vita più conforme al loro carattere di mogli e madri cristiane. 
Santa Giuliana nutriva un amore speciale per le anime delle piccole fanciulle. Le adunava intorno a sé sempre quando poteva, e si sforzava con i suoi santi insegnamenti di preservare puri i loro cuori per Gesù Cristo. E quando il suo convento fu stabilito definitivamente, molti genitori ben volentieri affidavano a Giuliana le loro figlie perché fossero ben educate nella scienza religiosa e profana da essa e dalle sue consorelle. 
Vi era però un gran male che devastava la sua tanto cara Firenze a questo periodo della vita della santa – la cessazione del quale formava l'oggetto delle sue più ferventi preghiere e corporali mortificazioni. Esso era la lotta mortale fra Guelfi e Ghibellini – le due fazioni che tennero l'Italia divisa e travagliata da guerra civile durante una buona parte dell'alto Medioevo. Sembra che questi nomi traessero la loro origine dalla Germania e precisamente dalla rivalità allora esistente fra la Casa di Welf (Duca di Baviera) e la Casa di Hohenstanfen (Duca di Svevia) che aveva ereditato dai suoi antenati il Castello di Waiblingen. In Italia il titolo di Ghibellino era dato a chiunque appoggiava la sovranità dello stato in opposizione alla Chiesa, mentre quello Guelfo designava una persona che sosteneva i diritti della Chiesa. I Guelfi erano in sostanza i Repubblicani, commercianti e borghesi; i Ghibellini rappresentavano l'antica aristocrazia feudale d'Italia. Quando la stirpe di Hohenstanfen si estinse, anche l'origine della discordia andò a poco a poco in completa dimenticanza: allora le ingiustizie private, i feudi famigliari e le differenze politiche divennero sorgenti d'interminabili lotte fra le due fazioni che si chiamarono tuttora con il loro antico nome. Per tal modo in Firenze, nel 1215, una contesa privata tra due famiglie dei Buondelmonti e degli Amidei, introdusse, secondo la tradizione, i nomi di Guelfi e d Ghibellini per distinguere i due partiti che tenevano divisa la città. Questo stato di cose cagionava grande pena a Santa Giuliana, che teneramente amava la sua città natale. Era un vero regno di terrore. Omicidi, latrocinii, tradimenti e incendi erano cose di tutti i giorni per le vie di Firenze. 
Invano Roma parlava, e uomini come San Filippo Benizi e Sant'Alessio Falconieri andavano predicando pace alle parti contendenti. Al di là di una calma temporanea che di tanto in tanto avveniva, la città rimaneva divisa come prima. 
Ora, noi leggiamo come la buona Serva di Maria, Giuliana Falconieri, nei suoi poveri e rattoppati abiti religiosi, a piedi nudi, fosse sempre presente dovunque udisse che un conflitto stava per incominciare e con il Crocifisso in mano scongiurava i contendenti a non affliggere con la loro malvagia e snaturata condotta il Sacro Cuore di Cristo. E leggiamo pure come le armi cadevano in ugual modo dalle mani dei nobili e dei plebei alla vista della sua candida faccia e dei suoi occhi modesti, e con questi uomini alteri e turbolenti, che si combattevano così ferocemente sotto i nomi di Guelfi e Ghibellini, semplicemente per la loro intolleranza di appartenere ad una o ad un'altra fazione, ascoltavano con mitezza e promettevano quanto essa chiedeva, e finalmente riusciva a soffocare le discordie in una larga e generosa riconciliazione. 

Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri 

Settima Parte 
Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


LAUS  DEO

 Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

domenica 21 giugno 2015

LA SANTA DELL'EUCARISTIA GIULIANA FALCONIERI DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA - PARTE SESTA .

La Santa dell'Eucarestia 
Giuliana Falconieri 
dell'Ordine dei Servi di Maria 





Sette mistici gioielli nella corona di Nostra Signora dei Dolori – i Sette Santi Fondatori che avevano ascoltata la chiamata di Maria nella Confraternita dei Laudesi – ad eccezione dell'umile fratello di Cafaggio, Sant'Alessio, erano andati a ricevere la loro eterna ricompensa; ed il loro amato discepolo San Filippo Benizi aveva ormai per diciotto anni, pieni di avversi e prosperi eventi, governato l'Ordine dei Servi di Maria che essi tanto amavano e i di cui interessi erano tanto cari ai loro cuori. 
Si potrebbe dire che l'Ordine dei servi di Maria era ancora nella sua infanzia. Intorno al periodo del generalato di San Filippo Benizi alcuni fra i primi biografi dell'Ordine dei Servi di Maria, scrivono che “coloro i quali elessero San Filippo alla dignità di Generale, furono in verità ispirati dallo Spirito Santo”. Durante i diciotto anni in cui egli esercitò tale ufficio, l'Ordine acquistò una saldezza e un lustro fino allora sconosciuti – qualità che lo disposero alle grandi cose che era destinato a compiere negli anni avvenire. Ammaestrato nel Noviziato di Cafaggio e poi di Monte Senario, San Filippo era vissuto sotto lo stesso tetto dei Sette Santi Fondatori e imbevuto del medesimo spirito. Egli era il loro figlio prediletto e il più amato discepolo, colui che più d'ogni altro partecipava delle loro idee e attuava i loro piani. 
Dotato come era di brillante intelletto e possedendo una vasta esperienza degli uomini e delle cose, nei vari uffici che aveva in precedenza disimpegnato, stava al di sopra di tutti, lasciando stupiti per lo splendore delle sue virtù. 
Ma ormai egli pure stava per abbandonare questa misera terra; il suo pellegrinaggio in questo mondo era per finire; il lungo periodo di travagli ed ansietà, durante il quale con tanta sapienza e maestria aveva pilotato la nave dell'Ordine, si avvicinava al termine. Gli era stato rivelato dall'alto che la sua vita doveva tosto finire. 
Stando sul punto di lasciare Firenze, radunò i fratelli capitolari dell'Ordine per dare loro l'ultimo addio, ripetendo spesso quelle belle parole – così antiche, ma sempre nuove – tramandate a noi attraverso i secoli fin da quando Giovanni, il discepolo prediletto, le pronunziò al suo piccolo numero di seguaci: “Figliuoli miei, amatevi l'un l'altro”. 
Fu probabilmente intorno a questo tempo che egli impartì le sue ultime istruzioni a Giuliana e con commoventi parole le raccomandò non solo il Terz'Ordine, ma tutto l'Ordine dei Servi di Maria. Così viene riferito nel processo per la sua canonizzazione: “Perciò fu che San Filippo Benizi vicino alla morte, considerando la sua eccellente virtù e santità, che gli aveva preveduto divenir sempre più grande, raccomandò alla sua cura e alle sue preghiere, non solo il Terz'Ordine, ma tutta la fiorente famiglia dei Servi di Maria; poiché quest'uomo di Dio conosceva come Giuliana avrebbe santamente edificata la sua famiglia, sia con le parole che con l'esempio e l'avrebbe nobilitata con la sua verginità”. 
San Filippo Benizi si recò a Todi, dove si trovava un famosissimo convento dell'Ordine, e lì, nella sua umiltà, desiderava morire ed esser sepolto. 
Nella Festa dell'Assunzione di Maria, tenne un discorso sul suo soggetto favorito – l'amore per Maria Santissima. Nel pomeriggio della stessa Festa fu preso da violenta febbre. Era il principio della fine. Disse alla comunità che sarebbe morto il mercoledì seguente, che era l'Ottava della Festa e così avvenne. 
Il 22 dello stesso mese, dopo aver pregato per lungo tempo prostrato per terra, ricevette il Corpo del Signore con la più profonda riverenza e divampando d'amore. I suoi ultimi istanti erano degni della sua vita. Per qualche secondo sembrò agitato come se cercasse qualcosa. 
Il mio libro – mormorò sommessamente – voglio il mio libro”. Coloro che erano presenti non sapevano di quale libro intendesse parlare e perciò ne portarono in quantità al suo capezzale, ma egli non si mostrò soddisfatto. 
Finalmente uno dei suoi confratelli gli porse un crocifisso, appena avutolo fra le braccia se lo strinse al cuore e traboccante di gioia esclamò: “Oh, sì, questo è il mio libro! Da esso io ho appreso ogni cosa; esso mi ha insegnato come seguire le orme del Maestro e mi ha mostrata la Via del cielo”. 
In te Domine speravi: non confundar in aeternum. Queste parole del salmo trentesimo furono le sue ultime. Terminato appena di pronunciarle, passò alla chiara visione dell'Unico e Solo Bene e il suo mortale soggiorno vide la fine. 
Quando la notizia della sua morte giunse a Firenze, tutti i suoi confratelli furono oppressi dal più grande dolore, ma nessuno fu toccato profondamente come lo fu Giuliana. 
Egli l'aveva ben preparata a questa dura prova, è vero, e l'aveva esortata a sopportarla con pazienza, ma ciò nonostante la sua giovane anima giacque prostrata dal dolore al pensiero che colui, il quale era stato suo conforto e sua guida lungo il sentiero che era stata destinata a percorrere, non esisteva più. 
La terra senza di lui sembrava arida e grigia; le tenebre crescevano velocemente e il peso che era stato posto sulle sue spalle fin dall'infanzia diveniva più opprimente e più duro a portarsi. 
“Ma che forse la via serpeggia la collina e sale continuamente? Sì, fino alla sommità. E il giornaliero cammino durerà l'intero dì? Dalla mattina alla sera, o mio amico”. 

San Filippo Benizi




Basilica Patriarcale di San Pietro
Santa Giuliana Falconieri 


Sesta Parte 
Tratto liberamente da: Maria Conrayville, La Santa dell'Eucarestia, Santa Giuliana dei Falconieri. Ed. L'Addolorata, Basilica SS.Annunziata, Firenze 1938. 


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