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domenica 20 luglio 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE UNDICESIMA.



MADRE SERAFINA RUBBERA 
MONACA VISITANDINA 
Parte Seconda 


Si raccontano tanti deliziosi aneddoti intorno alla sua infanzia della bimba, che fanno non solo sorridere ma soprattutto riflettere: la piccola parlava già di Gesù come del suo Sposo. 
Un giorno si avvicinò curiosa ad una donna che pregava tutta raccolta e si accorse che portava al collo un nastro con una medaglia. Chiese che cosa fosse, e la donna condiscendente che era suo sposo. A questo punto la bambina montò in un eccesso di zelo e di gelosia: “ come, ti sei preso il Gesù? E’ mio, è il mio sposo ” . E piangendo le tirò dal collo il nastro strappandolo rabbiosamente. 
La donna rimase impressionata e commentò freddamente che quella era una bimba maleducata. Quando portavono il suo Gesù in processione si rattristava perché “ se lo portavano via ” , e al ritorno si lamentava con lo stesso Gesù perchè se ne era andato e l’aveva lasciato sola. 
Lei amava tanto stare col suo Gesù, fargli compagnia. E spesso, quando Madre Carmela e le altre riposavano, pian pianino si rannicchiava ai piedi dell’altarino e “ faceva orazione ” - come dirà - col suo innocente cuore di bimba. 
Se veniva qualcuno a cercare la Madre Carmela diceva che stava facendo “ vò, vò ” , come si usa chiamare il sonno nel gergo infantile della Sicilia. 
Si sa con certezza che ha ricevuto la prima Santa Comunione a 3 anni e mezzo dalle mani del Vescovo di Noto Mons. Giuseppe Vizzini. Serafina si struggeva in lacrime perché voleva ricevere Gesù, quello del tabernacolo. 
Il Vescovo stesso, volendo consolarla, finse di darle Gesù porgendole un’ostia non consacrata. Ma la piccola non la volle, chiedeva quella del tabernacolo. Allora il Prelato pensò di mettere nel tabernacolo un frammento di pane a forma di ostia, poi vi condusse la bambina e tutto serio finse di darle la Santa Comunione. Ma la piccola rifiutò la particola: questo è la pappa, non è Gesù.  
Finalmente il Vescovo acconsentì più che al pianto di una bimba a una segreta ispirazione che lo faceva aderire ai disegni di Dio. Il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Nicolosi, riferendosi al lontano avvenimento, chiedeva alla Madre, già sul letto di dolore e prossima alla fine, se a quell’età comprendeva già cosa fosse la Santa Comunione. La cara Madre rispose con un sorriso: “ Io comprendevo meglio di ora ” . 
Si riferisce forse a questo tempo una nota che troviamo tra alcuni suoi appunti, gli unici sfuggiti alle fiamme per mano della stessa Madre Serafina qualche anno prima della morte. 

Mi sono consacrata al Sacro Cuore fin da bambina 
col voto di verginità, povertà e obbedienza.
Il confessore mi fece attendere due anni. 
Un giorno mi chiamò e mi disse: “ i tre voti li puoi fare ” . 
Ho chiesto a Dio come segno 
che alcuni peccatori si convertissero. 
Ieri sera se ne sono convertiti sei, uno dopo l’altro, 
quindi segno chiaro che ti vuole tutta per Lui. 
Da quel momento vivo distaccata dalla terra. 

 Che cosa fosse avvenuto nel suo piccolo cuore ce lo raccontò lei stessa, e noi comprendemmo cosa significasse per lei vivere “ distaccata da terra ” . 

In quell’istante sentii nel cuore come una mano 
che girasse una chiave con tre colpi e avvertii un dolore acuto, 
tanto da sentirmi male a svenire.

Caddi sul mio lettuccio, un materassino posto tra sedie accostate. 
Rievocando questi anni di grazia, la Madre, già avanzata nelle prove e nelle agonie della vita, sorrideva e lasciava indovinare da qualche gesto che Gesù l’aveva colmata di doni, mentre ora camminava nell’arido deserto della fede. 
Con la Santa Scrittura potremmo commentare che Dio stesso “ la educò e ne ebbe cura, la custodì come pupilla del suo occhio… spiegò le ali e la prese, la sollevò sulle sue ali. Il Signore la guidò da solo ” ( Dt 32, 10-11 )
Tanti e tanti segreti e tante grazie elevate sono rimaste nascoste nel più fedele silenzio di umiltà. A qualche domanda che tentava scoprire qualcosa della sua vita, del suo passato, rispondeva con un sorrisi eludendo ogni risposta. 
Raggiunta l’età scolastica Serafina frequentò le scuole a Rosolini proseguendole poi a Catania presso l’istituto di Maria Ausiliatrice per conseguire il diploma di insegnante nella scuola materna. 
Si osservò con tanta perplessità che la giovinetta, pur così pronta e aperta a comprendere la verità della fede, non rispondeva con uguale intelligenza e interesse nelle cose umane; aveva anche la pronuncia un po’ inceppata dalla balbuzie e destava non poca preoccupazione circa la lo sviluppo delle sue facoltà mentali. Ma all’età di 16 anni si risvegliò in lei tutta la luminosità di un intelligenza che permetterà di penetrare situazioni e cose in ogni campo della vita; acquistò un senso pratico che la renderà abile a svolgere qualsiasi mansione. 
“ Gesù - dirà - mi ha insegnato a fare tutto, per rendermi utile e poter servire tutti ”
Lo sbalzo tra l’ambiente di silenzio, di preghiera del Santuario e quello chiassoso della scuola, la faceva molto soffrire, ma seppe difendersi dalla leggerezza delle cose umane. “ Serafina è andata - diceva di lei Madre Carmela - e Serafina è tornata ” .  
Anche oggi qualche anziana Suor di Maria Ausuliatrice ricorda con commozione che a volte la giovanetta scompariva dal gruppo e finalmente veniva ritrovata rannicchiata dentro un armadio, raccolta in preghiera.  

CONTINUA 

Fonte: “Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009 

LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

venerdì 11 luglio 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE DECIMA .



MADRE SERAFINA RUBBERA 
MONACA VISITANDINA 
Parte Prima 


L’ordine della Visitazione è umile terra di nascondimento ove ad uno ad uno affondano come grani di frumento nomi e volti noti a Dio solo e a quanti da vicino hanno assistito all’irradiarsi irresistibile della loro virtù. 
Il nome ed il volto dell’indimenticabile Madre Maria Serafina Rubbera si allinea in questo evangelico destino proprio delle Figlie di San Francesco di Sales il cui “ unico splendore è di non aver splendore alcuno ” , ma la cui fecondità spirituale esplose come la resurrezione del Cristo dall’umile sepolcro dopo una notte di passione . 
E’ in questa prospettiva di nascondimento e irradiamento che inquadriamo la figura dell’umile Madre Maria Serafina ora che ci è dato contemplarla con gli occhi dello spirito, dopo aver assistito al suo “ consummatum est ” . 
RICORDI DEI PRIMI ANNI DI VITA 
Rievocando memorie gelosamente custodite sui natali e sull’infanzia della buona Madre, torna spontaneo un riferimento alla straordinaria vocazione di Geremia profeta: 
Prima di formarti nel seno di tua madre ti conobbi, 
e prima che fossi uscito dal seno ti santificai 
e ti stabilii profeta presso le genti… Non dire: 
- sono un fanciullo!- … io sono con te per proteggerti… 
( Ger 1, 5-8 ) 
Chi è Serafina Rubbera? Lo sanno tutti a Rosolini e nei dintorni, soprattutto le donne anziane che tante volte sulla soglia della casa, a gruppetti di affabili comari, come si usa ancora nei paesi della Sicilia, si può raccontare la storia, come l’hanno udita dalla stessa mamma Donna Carmela Floridia. 
Si trovava questa una mattina in Chiesa raccolta in preghiera quando le si avvicina una donna del paese nota col nome di Madre Carmela, una pia vedova che aveva attirato l’interesse e l’ammirazione di tutti per le sue buone opere a soccorso dei poveri e dei derelitti e per la santità della vita. 
Questa le fa una strana proposta: “ il frutto che da voi nascerà non è vostro ma del Sacro Cuore. Sarà una bambina e dovrete chiamare Serafina, sarà la Serafina del Sacro Cuore ” . 
La buona donna, ancora incerta sulla sua nuova maternità, annuì senza dare molta importanza alla cosa. Ma Madre Carmela vi pensava costantemente; aveva udito quelle parole misteriosamente presso l’altare durante la Santa Messa e le ritornavano sempre mentre pregava davanti all’immagine del Sacro Cuore che aveva eretto nella sua stanza trasformata in piccolo Santuario. Ora attendeva he si compissero i disegni di Dio. 
La bimba nacque il 5 Marzo del 1915 nello squallore di una dimora che tradiva la sua umile origine da una stalla per animali. Per un rovescio di fortuna quel brav’uomo di Pietro Rubbera aveva dovuto vendere i suoi beni ed aveva accomodatola famigliola, che contava già 2 fratellini, nella vecchia stalla adattata al meglio. “ Nella stalla, come Gesù Bambino ” - ripeterà commossa Madre Serafina . Nei registri municipali e parrocchiali la bimba ricevette il nome di Giuseppa, per volere della mamma che si rifiutava di prestar fede alla predizione di Madre Carmela: la piccina era sua, l’unica bimba dopo due maschietti, un vero angioletto con due occhi chiari e luminosi come il cielo. Che centrava Madre Carmela e il Sacro Cuore? Eppure Madre Carmela venne puntuale a ricordare la promessa : “ la bambina è del Sacro Cuore, la custodirò io nel Santuario ” . Ma il rifiuto fu deciso. 
A questo punto iniziò un vero dramma per la povera mamma che non appena detto il suo no vide la figlioletta ammalarsi e impallidire fino al punto da temere la sua vita. 
Nel dubbio, pregava e supplicava il Sacro Cuore che gliela salvasse: si, avrebbe fatto questo sacrificio se tale era la sua volontà
Ma poi, riavutala sana, si dimenticava della promessa e protestava che non poteva distaccarsi della sua figlioletta. 
I primi due anni di vita furono un succedersi di malesseri che portavano la piccina in fin di vita, mentre il cuore della mamma si dibatteva in un atroce conflitto: doveva dunque rinunziare ai suoi diritti di mamma? Doveva cederla al Sacro Cuore? 
A partire dai due anni la bambina cominciò a fare le sue scappatelle; s’incamminava da sola verso… il Santuario cercando suo “ Susù ” ( Gesù ). 
Qualche donna la vide smarrita e piangente, la riportò alla madre che intanto ansante la cercava dappertutto. 
Una voltavi si incamminò assieme al fratellino Corrado e giunse proprio sulla soglia del piccolo Santuario del Sacro Cuore. 
Madre Carmela la vide e la prese in braccio chiedendole: Chi ti ha portato qui? - e la piccola: Susù mio, bello, così - e fece il gesto di tenerlo per mano e con l’altra manina alzata voleva dire che Gesù era grande, alto, bello. 
La pia donna comprese e chiamandola col nome predestinato le disse: “ Serafina tu non uscirai più dal Santuario ” . Aveva solo due anni e mezzo. 
Invano il fratellino pianse per riavere la sorellina, la mamma lo avrebbe picchiato. Ma Madre Carmela lo tranquillizzò dicendogli di andare a chiamare la mamma. Questa volta la povera donna non seppe più resistere ai diritti di Dio, allargò le braccia piangente ma rassegnata. 
Quante volte vedendo la piccina tra la vita e la morte, gliela aveva offerta pur di averla salva! Piegò il capo muta di dolore ma in pace con Dio. 
Serafina così entrava per sempre in quel santo luogo di culto e su lei si posava per sempre lo sguardo misterioso e divino del Sacro Cuore, da quell’umile ma tanto attraente immagine che troneggiava su un piccolo altare. 
Come la piccola Maria di Nazareth, entrava nel tempio per fare della propria vita un incessante respiro di preghiera. 
A Madre Carmela si era già unita nel medesimo ideale di vita una giovane trentenne, Filomena Scribano; qualche tempo dopo si aggiungerà un’altra giovinetta, Giovanna Aneli. Questa fu la minuscola comunità che accolse ed ebbe cura della piccola Serafina. Continua 

Fonte: “Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

sabato 21 giugno 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE NONA .





IL SACRO CUORE DI GESU' 
ROSOLINI 
La storia di due grandi tesori spirituali seminati 
da Dio nel cuore di Rosolini: 
il Santuario del Sacro Cuore di Gesù 
e il Monastero della Visitazione 
di Santa Maria 
a cinquanta cinque anni dalla fondazione 



In cerca di un alloggio, come a Betlemme..... 
Tra Acireale e Rosolini ben presto si stabilisce un via vai che precede l'avvenimento tanto attesto: la fondazione del nuovo monastero. 
Le prime due Monache Visitandine “esterne”, Suor Maria Bernardetta Adamo e Suor Angela Maria Salonia, giungono da Acireale il 10 dicembre 1958, per dare un aiuto alla Comunità nei fervidi preparativi che precedono l'arrivo della Madre, previsto nell'imminenza del Natale. 
Ed è proprio nell'atmosfera mistica e suggestiva della Santa Notte del 24 dicembre 1958, che giungono a Rosolini le due fondatrici: Suor Maria Cecilia Berardi, superiora designata per la nuova fondazione, e Suor Maria Emmanuella Panelli, nel ruolo di assistente. 

Alla stazione ferroviaria di Rosolini non c'è nessuno ad attendere le due Suore che, scese dal treno, trovano solo freddo, buio e solitudine.... Ciascuno è intorno al desco familiare o in compagnia di cari amici, per attendere l'ora di recarsi in Chiesa o di festeggiare nell'intimità delle mura domestiche il Natale. Anche nella piccola Comunità del Sacro Cuore le Suore vegliano con le bambine ospitate nella Casa della Fanciulla, e giocano insieme a tombola. 
Le due viaggiatrici sconosciute, vagano da una strada all'altra in cerca di un'indicazione, finché un povero barrocciaio, con il suo bravo carretto siciliano, si offre di condurle a destinazione. I bagagli vengono caricati, ma le Suore seguono a piedi, non ritenendo decoroso montare sul carretto. Il volenteroso “samaritano”, sentendo parlare di Sacro Cuore, le accompagna presso le Suore del Sacro Cuore di Ragusa, che hanno la loro casa in tutt'altra zona di Rosolini. Quì l'equivoco si chiarisce e si rimedia con una pronta telefonata alla Comunità del Santuario che veglia in questa storica Notte di Natale. Suor Elena Aneli, accompagnata da una delle ragazze più grandi, si occupa del recupero....; e così, a notte alta, Madre Cecilia Berardi e Suor Maria Emmanuella Panelli, vengono finalmente accolte da quel piccolo gruppo che diventerà la loro nuova Comunità. La mattina seguente le bambine più piccole circondano come uno stormo di passerotti le due monache e canticchiano sorridendo: “le monache perdute!”. Quel Natale indimenticabile fu davvero la nascita della Visitazione di Rosolini, un inizio nella notte, tanto umile e simile al peregrinare di Maria e Giuseppe in cerca di alloggio.... 
Con l'arrivo delle Fondatrici, inizia la lenta trasformazione della Casa, a cui si cerca di dare l'assetto monastico. Inizia anche il lavoro spirituale di formazione dei membri della Comunità di Madre Carmela Aprile secondo lo spirito e il carisma dell'Ordine monastico della Visitazione. 
C'è molto da fare, da precisare e stabilire; per questo intervengono l'Assistente Generale dell'Ordine della Visitazione, Padre Balducelli, Madre De Uriarte e Madre Benucci, che il 2 gennaio 1959 si recano a Noto per conferire con il Vescovo, Sua Eccellenza Monsignor Angelo Calabretta. 
L'iter giuridico-canonico della fondazione si concluderà con il Rescritto della Sacra Congregazione dei Religiosi, il 12 maggio; e il 19 dello stesso mese il Vescovo di Noto firma il decreto di erezione canonica. 
30 GIUGNO 1959: UNA DATA STORICA 
E' il giorno stabilito per celebrare solennemente lo stabilimento del Monastero, alla presenza delle massime autorità religiose e civili e di una gran folla di devoti. L'avvenimento, infatti, coinvolge l'intero paese, con l'entusiasmo tipico dei piccoli centri che vivono con spirito di famiglia i momenti significativi della loro cittadina. 
La sera stessa viene rogato l'atto notarile di donazione dei beni immobili al Monastero della Visitazione, il quale per poterli accettare e gestire validamente, non solo secondo le leggi canoniche, ma anche secondo le leggi civili vigenti in Italia, chiede ed ottiene il riconoscimento della personalità giuridica. 
Annunciando in una “Lettera Circolare” l'avvenuta fondazione a tutti i monasteri dell'Ordine, la Madre Generale Bernarde-Marie de Uriarte, così esprime la sua vera consolazione: 
Questa nuova fondazione, visibilmente voluta da Dio, sembra offrire serie garanzie. La popolazione molto cristiana le ha fatto un'accoglienza entusiasta, e, protetta come è da un Vescovo grande amico della Visitazione, c'è da sperare che metterà profonde radici”(Lettera Circolare dal Primo Monastero della Visitazione di Annency, 3 settembre 1959, Archivio Visitazione di Rosolini). 
La data del 30 giugno rimane particolarmente cara alla Comunità Visitandina di Rosolini per un secondo motivo, più intimo e spirituale: in quel giorno fanno la vestizione monastica Suor Maria Serafina Rubbera e Suor Maria Elena Aneli. 
Si conclude così felicemente la lunga attesa, Madre Carmela Aprile rimane fedele al suo abito rosso e continua a soggiornare in una stanzetta attigua al monastero, memoria vivente di mezzo secolo di storia, di fede e di grazie. Madre Carmela rimane sempre punto di riferimento per i devoti del luogo e per i pellegrini che accorrono numerosi davanti alla venerata Immagine del Sacro Cuore di Gesù, rimane sempre centro di affettuosa attrazione per le ragazze dell'Orfanotrofio, che la circondano volentieri, pur fingendo di avere timore del bastone al quale l'anziana Madre si appoggia. 
Come luce del giusto al cospetto del Signore, la vita di Madre Carmela è divenuta sempre più ardente di fervore, e ora si prepara all'incontro con lo Sposo nutrendo il suo spirito con sante letture. Negli ultimi anni, infatti, ella ha imparato a leggere ed anche a scrivere; i suoi libri preferiti sono le Opere di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa. 

Continua 
Fonte: 
“Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009 


LAUS  DEO 

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

domenica 8 giugno 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE OTTAVA .






IL SACRO CUORE DI GESU' 
ROSOLINI 
La storia di due grandi tesori spirituali seminati 
da Dio nel cuore di Rosolini: 
il Santuario del Sacro Cuore di Gesù 
e il Monastero della Visitazione di Santa Maria 
a cinquanta cinque anni dalla fondazione 

Nel tornare viene con giubilo 
Il tanto auspicato ritorno (parte seconda)
In nuovo Vescovo di Noto, succeduto a Monsignor Giuseppe Vizzini, fu Monsignor Angelo Calabretta, insediato nella Diocesi Netina nel 1936. 
Monsignor Calabretta ereditò l'arduo compito di risolvere la complessa situazione patrimoniale degli immobili del Santuario e si propose di garantirne la gestione in armonia con le esigenze della Chiesa locale. Si pensò nuovamente alle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, che anni prima avevano accolto con cordiale disponibilità Madre Carmela Aprile; nel 1936 si stese infatti, un atto di passaggio di proprietà in piena regola. Ma la soluzione si rivelò precaria: dopo poco tempo, le Suore dell'Istituto del Sacro Cuore di Ragusa lasciarono il Santuario e si trasferirono in un altro locale, messo a disposizione dalle autorità di Rosolini. 
Quello che avrete fatto al più piccolo.... 
Madre Carmela, rimasta nuovamente sola con le sue poche figlie spirituali, attinge nella fiducia in Dio e nello slancio della sua carità la forza di attuare l'opera alla quale sente di essere chiamata: aprire il cuore ai poveri, ai miseri, ai derelitti. 
Organizza, pertanto, negli anni immediatamente precedenti il Secondo Conflitto Mondiale, il rancio dei poveri una distribuzione di cibo che in alcuni periodi raggiunge i 250 pasti giornalieri. 
Con la collaborazione dell' OMNI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) trenta gestanti vengono assistite in modo adeguato. 
I bambini delle famiglie più disagiate vengono sottratti ai pericoli della strada con l'istituzione della prima scuola Materna di Rosolini, che nel 1939 conta ben tre sezioni con 125 bambini. 
Nasce la Casa della fanciulla, una modesta ma serena oasi di benessere e di pace per le bambine prive di genitori o provenienti da famiglie in difficoltà, aperta a tutta la provincia di Siracusa. 
Questa benefica e fervida attività non distoglie la mente e il cuore di Madre Carmela dal desiderio di vedere risolta la questione della gestione del Santuario: propone a Monsignor Angelo Calabretta la fondazione di una famiglia religiosa, che dovrebbe portare il nome di Vittime del Sacro Cuore; ma il Vescovo di Noto si dimostra perplesso, ritenendo che si possa trovare una soluzione conveniente tra gli Istituti già esistenti. 
Intanto, trascorsi i duri anni del Secondo Conflitto Mondiale e nella generale rinascita il Santuario diviene sempre più centro di spiritualità che attrae devoti da tutta la Sicilia e perfino dalle Nazioni estere, dove il flusso migratorio ha condotto gli abitanti di Rosolini. 
Grazie alle loro generose offerte e alle mutate condizioni socio-economiche, migliora l'assetto urbanistico del quartiere in cui sorge il Santuario, accanto al quale la Scuola Materna e la Casa della Fanciulla davano testimonianza della carità operosa della piccola Comunità di Madre Carmela, oramai anziana. 
Ferventi e insistenti preghiere si innalzano a Dio perché indichi la via giusta per dare sistemazione definitiva al Santuario; quand'ecco finalmente scocca l'ora di Dio e la proposta di Monsignor Angelo Calabretta viene accolta con grande speranza; perché non chiedere all'Ordine della Visitazione, il Beniamino del Sacro Cuore, di prendersi cura del Santuario e delle opere annesse? 
Verso la vestizione religiosa 
L'idea di Monsignor Angelo Calabretta di fondare a Rosolini un Monastero della Visitazione che inglobasse il Santuario del Sacro Cuore di Gesù, brillò come una scintilla nella sua mente e ancor più nel suo cuore, per le sue precedenti amichevoli relazioni con il Monastero della Visitazione di Acireale (Catania), fondato nel 1925, ultimo germoglio del grande Albero della Visitazione. 
Egli, che tanto apprezzava la spiritualità di San Francesco di Sales e il Carisma dell'Ordine della Visitazione, “scaturito” - come dichiarava lo stesso santo Fondatore – dal costato aperto del Salvatore, era convinto che proprio questa Famiglia Monastica fosse la più idonea a custodire e propagare il culto al Sacro Cuore di Gesù, fiamma del piccolo Santuario di Rosolini. 
E non era, infatti, la Visitazione la depositaria delle rivelazioni e delle promesse del Sacro Cuore confidate a Santa Margherita Maria Alacoque nella Cappella di Paray-le-Monial? 
Un misterioso vincolo sembrava legare l'umile Santuario di Rosolini a quel celebre angolo di terra di Francia, visitato dal Divin Redentore nel lontano 1860. Tali pensieri, dopo alcuni anni di riflessione, divennero un concreto progetto. Ecco che nel novembre del 1957 due “ambasciatori” di Monsignor Calabretta, Don Carlo Sigona e Don Liborio Ardilio di Rosolini, si dirigono verso Acireale (Catania) allo scopo di esporre le intenzioni del Vescovo di Noto e chiedere ufficialmente la fondazione del Monastero della Visitazione a Rosolini. 
La proposta coglie di sorpresa la comunità monastica della Visitazione di Acireale, di recente fondazione; occorre pregare, riflettere e vagliare le reali possibilità. La Madre Superiora, Madre Teresa di Sales Cusino, spirito generoso e intraprendente, intravede in quell'appello un disegno di Dio a cui sente di dover rispondere. Ritiene opportuno, innanzitutto, rendersi conto da vicino della piccola opera già esistente e insieme a Suor Maria Cecilia Berardi alla fine del mese di novembre, si reca a Rosolini. 
E' il primo atto di un discernimento che coinvolgerà la Presidente Federale dell'Italia Centro-Sud, la Reverenda Madre Anna Maddalena Benucci, e la Reverenda Madre Generale dell'Ordine della Visitazione Madre Marie Bernarde de Uriarte che risiede ad Annency. 
Entrambe, il 15 ottobre del 1958, insieme a Madre Teresa di Sales Cusino, si recano a Noto da Monsignor Angelo Calabretta, quindi proseguono per Rosolini. 
Un grosso problema si erge alla loro considerazione: il Santuario è affiancato da opere di assistenza sociale, come la Casa della Fanciulla e la Scuola Materna e la Mensa dei Poveri.....; mentre, l'Ordine della Visitazione è Ordine contemplativo, con clausura papale, che esclude le attività proprie degli Istituti di Vita apostolica; inoltre, l'opera di Rosolini dispone di un patrimonio immobiliare da gestire. 
Tutto considerato, e non senza una segreta ispirazione del Sacro Cuore, le Reverende Madri decidono di accettare la fondazione, per la quale verrà formulato e approvato dalla Santa Sede uno speciale Statuto, che autorizzi alle monache Visitandine la gestione delle opere già esistenti. 
Nel corso dell'anno 1959, mentre maturano questi avvenimenti, Suor Colomba, stanca ma felice di lasciare il Santuario in buone mani, si spegne serenamente in Dio. 
Aveva sospirato questo momento, come si rivela da una sua lettera a Madre Carmela: 
….Il Sacro Cuore la vuole per forza santa. Ma intanto voglio farmici io prima di Lei e così dal Cielo inviarLe dolci senza numero. Come sarei felice se andassi a Gesù la prima.......(Lettera di Suor Colomba a Madre Carmela, n°4). 
Si ritiene che Suor Colomba si sia offerta al Sacro Cuore per la riuscita della Fondazione. Possiamo ammirare il fervore e lo zelo che infiammarono questa discepola del Sacro Cuore e che le ispirarono una donazione totale a Dio e ai fratelli. 
Grazie cara e dolce Suor Colomba! 
Continua 
Fonte: 
“Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

domenica 1 giugno 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE SETTIMA .







IL SACRO CUORE DI GESU' 
ROSOLINI 
La storia di due grandi tesori spirituali seminati 
da Dio nel cuore di Rosolini: 
il Santuario del Sacro Cuore di Gesù 
e il Monastero della Visitazione 
di Santa Maria 
a cinquanta cinque anni dalla fondazione 

Nel tornare viene con giubilo 
Il tanto auspicato ritorno 
L'ansia del ritorno nasceva dall'intimo richiamo di Dio che faceva sentire prossima l'ora tanto desiderata. Suor Eufrosia riteneva opportuno che si cedesse all'Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, non solo il patrimonio ma anche la gestione del Santuario, pur di vederlo risorgere. 
Madre Carmela, invece, avvertiva che la soluzione non era questa: qualcosa si muoveva nell'aria; e lei lo sentiva, anzi, ne ebbe la certezza quando venne invitata a recarsi a colloquio con il Vescovo Vizzini, nell'aprile del 1931. 
Il buon Prelato, dopo matura riflessione, aveva acconsentito che Madre Carmela tornasse a Rosolini e riponesse nel piccolo Santuario il taumaturgico quadro del Sacro Cuore di Gesù, da tutti venerato e atteso (Lettera del Sacerdote Di Natale, 21 aprile 1931, Archivio Visitazione Rosolini). 
La gioia e l'entusiasmo dei devoti fu indescrivibile. Valga per tutte la testimonianza di Fratel Concetto Ruta, Rogazionista, che il 9 aprile 1931 scriveva a Madre Carmela, ancora a Siracusa: 
Riguardo alla mia salute vado malissimo e forse questa mia lettera sarà l'ultima che le scrivo.....Con tutto il cuore offro al Signore il mio sacrificio di vittima per l'Opera nascente del Cuore di Gesù. Per l'apertura del Santuario a Rosolini lavorerò dal Cielo... 
Accanto a Madre Carmela, che riaccendeva la lampada del Santuario, si stringevano nuovamente le figlie disperse: Suor Eufrosina riprendeva il nome di Suor Colomba, lasciando definitivamente l'Istituto del Sacro Cuore di Ragusa; Giovannina Aneli, che era stata ricondotta in famiglia a Rosolini dalle Suore, non soddisfatte del suo rendimento scolastico, rientrò a far parte della piccola Comunità e dimostrò di essere molto brava nell'apprendere la scienza dell'Amore dal grande libro del Cuore del Verbo Incarnato; e infine, la giovanissima Serafina, che mai si era staccata dalla sua guida spirituale, Madre Carmela, venne mandata a Catania presso le Suore Salesiane, e in pochi anni prenderà il Diploma Magistrale, che la abilitava ad insegnare nella Scuola Materna. 
La riapertura del Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Rosolini, riaccese il fervore nei devoti: le testimonianze di segnalate grazie si moltiplicavano giorno per giorno. Particolarmente interessante è la relazione dell'insegnante Giovanna Di Giacomo, che narra l'inspiegabile guarigione dell'anziano padre, già in agonia, concludendo con espressioni di gratitudine: 
Sebbene da quasi cinque anni il Santuario sia privo di tutte le Solennità liturgiche alle quali si assisteva con la fede più viva, pure adesso la famiglia del miracolato si promette di festeggiare con preghiere e con canti il primo venerdì di ogni mese (Dichiarazione di Giovanna Di Giacomo del 25 gennaio 1935, Archivio Visitazione di Rosolini). 
In effetti, il Vescovo, Monsignor Giuseppe Vizzini, non aveva più permesso le celebrazioni liturgiche nel Santuario; ma anche questo veto egli dovrà sospendere in modo inaspettato, verso la fine della sua vita terrena. Monsignor Vizzini si trovava in visita pastorale nel piccolo centro di Ferla sui Monti Iblei, comunità montana che apparteneva alla Diocesi di Noto, così come gli altri comuni Iblei di Palazzolo Acreide, Cassaro, Buccheri, Buscemi. Durante la sua permanenza a Ferla fu colpito da grave malore, durante l'agonia il Prelato, ricco di tante virtù e meriti, dopo aver fatto una breve visita nella Chiesa di Santa Maria di Gesù e pregato intensamente dinanzi al serafico e taumaturgico Crocifisso ligneo, opera altamente espressiva di Fra Umile da Pietralia; ebbe un sogno premonitore, era il 4 dicembre 1935. Ai suoi sacerdoti presenti, dal letto di dolore, il Vescovo di Noto disse: Siate uniti, uniti, uniti...., al Sacro Cuore di Gesù, al Papa, al Vescovo e fra di voi....Viva il Sacro Cuore! Ogni giorno lavorate e fate qualche cosa per il Sacro Cuore! 
Il 5 dicembre, Primo Giovedì del mese, si credette opportuno amministrargli l'Unzione degli Infermi. La Mattina del 6 dicembre 1935, Primo Venerdì del mese, fu celebrata la Santa Messa nella sua stanza e ricevette la Comunione. Il Pomeriggio del 7 dicembre Monsignor Vizzini entrò in agonia. L'8 dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima, alle ore 13,30, serenamente si addormentò nel Signore ( Don Giuseppe Saletti, Monsignor Giuseppe Vizzini, Libreria Editrice della Pontificia Università Lateranense, Roma 1965, pagg.43-47). 
Madre Carmela seguì con filiale affetto la vicenda del tramonto terreno del Vescovo, Padre e Pastore, Restauratore della Diocesi Netina. 
Nel Diario manoscritto della stessa, nella seconda parte, che va dal 5 novembre all'8 dicembre del 1935, alla pagina cinque, si legge: ….giorno 23 novembre 1935, di sera alle ore 6 e menza miariva (mi arriva) uno telegramma con seguenti parole: Suppliche per Sua Eccellenza Vescovo Vizzini; giorno 24 gli mandai il telegramma a Ferla, abbiamo pregato per la Sua salute.... 
E dopo a pagina nove: 
….rumore...e busse (colpi di uno che bussa) alla finestra...erano segni che il Sacro Cuore ci faceva sentire, sapete come fino giorno 5 dicembre di sera, giovedì, il Vescovo aveva mandato a Padre Sigona e all'avvocato Tringali per aprire il culto al Santuario del Sacro Cuore di Gesù. Giorno 6, il Primo Venerdì del mese, Messa ogni giorno, il Santissimo Sacramento glidiedi tutto il permesso, Viva il Sacro Cuore di Gesù, nostra vita e nostro Amore; giorno 8 dicembre il nostro Vescovo morì, tutto il paese (di Rosolini) stupito del miracolo operato dal mio Tesoro Sacro Cuore..... 
(Diario manoscritto di Madre Carmela Aprile, II parte, Rosolini, 1935, pagg. 5-9. Una fotocopia trovasi nell'Archivio della Curia Vescovile di Noto). 
Dopo questa attenta descrizione dei fatti esposti sopra, con puntigliosa storia cronologica, viene spontaneo chiedersi: è coincidenza casuale quella di Ferla e Rosolini? Accompagnata da un unico filo conduttore, con le stesse date, gli stessi giorni della settimana, lo stesso mese, lo stesso anno, gli stessi protagonisti: Monsignor Giuseppe Vizzini e Madre Carmela Aprile? 
E' un lucido ricco mosaico della vita del grande Vescovo Monsignor Vizzini e del Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Rosolini che si presenta a noi contemporanei con tanta chiarezza di meraviglia contemplativa. Emerge davvero nella sua luce, la presenza dello Spirito Santo che santifica, “purifica”, rinnova nella fiduciosa attesa della manifestazione del disegno di amore del Padre Celeste. 
Ferla e Rosolini! Due piccoli paesi uniti nel progetto provvidenziale di Dio. 
Del resto il serafico Crocifisso ligneo, devotamente custodito nella Chiesa di Santa Maria di Gesù di Ferla, opera di Fra Umile da Pietralia: non è manifestazione più alta e più genuina della Misericordia di Dio per tutte le Sue creature? 
Il Sacro Cuore di Gesù di Rosolini, una semplice stampa a colori.....non è l'immagine più sconvolgente di quanto il Cuore della Santissima Trinità ami le Sue creature e brami l'amore delle Sue creature, degli uomini? Non è l'immagine parlante di ciò che è la Divina Misericordia? 
Mai abbastanza ringrazieremo il Signore per aver operato Lui nel cammino terreno dell'umile e grande Madre Carmela Aprile. Mai abbastanza ringrazieremo il Signore per quel grande e zelante Vescovo di Noto che fu Monsignor Giuseppe Vizzini, il quale fu davvero strumento di Dio nella storia personale di Madre Carmela Aprile e di quella del Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Rosolini. Egli fu davvero la mano divina che purificò, provò, saggiò nell'obbedienza la nostra Madre Carmela e l'opera del Santuario del Sacro Cuore. 

 Continua 
Fonte: 
“Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

lunedì 26 maggio 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE SESTA .







IL SACRO CUORE DI GESU' 
ROSOLINI 
La storia di due grandi tesori spirituali seminati 
da Dio nel cuore di Rosolini: 
il Santuario del Sacro Cuore di Gesù 
e il Monastero 
della Visitazione di Santa Maria 
a cinquanta cinque anni dalla fondazione 


Nel crogiuolo della prova 
Sorpresa e sgomento suscitò nel piccolo centro di Rosolini e nei dintorni la chiusura del Santuario del Sacro Cuore e dell’allontanamento delle fedeli adoratrici di quell'immagine sacra che era divenuta il cuore della popolazione: lì si volgevano da tempo le speranze e le suppliche di tanti che solo da Dio attendevano il soccorso delle loro angustie e vicende umane. 
Madre Carmela Aprile, rifugiata a Siracusa per l'intero anno 1930-1931, riceveva notizie e messaggi che le straziavano lo spirito; erano fedeli e palpitanti testimonianze che esprimevano il rammarico dei parenti, amici e perfino di sacerdoti. Interessante, soprattutto, la corrispondenza con Suor Colomba, che, nell'Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, aveva fatto vestizione religiosa nel 1930, prendendo il nome di Suor Eufrosina. 
Da queste lettere, provvidenzialmente custodite nell'Archivio del Monastero della Visitazione di Rosolini, apprendiamo la profonda sofferenza di Madre Carmela, che sente fortemente il dolore dell'esilio, e vorrebbe riallacciare buoni rapporti con Monsignor Giuseppe Vizzini, Vescovo di Noto; ma attraverso le righe scopriamo anche la statura morale e spirituale di Suor Colomba, premurosa ed attenta nei riguardi di quella che considera sempre sua Madre: 
Sto molto preoccupata per la sua salute, per carità, mi raccomando.....Pensi a non farsi mancare niente....Io sapendo che Lei sta bene, sono tranquilla e dormo in pace (Lettera n°15, Primavera 1931). 
In un'altra lettera muove un affettuoso rimprovero: 
Credo che in questi tempi Lei non prenda uova, cosa che mi tiene preoccupata non poco. Per carità, le prenda anche se costano due lire; gliel'ho detto e glielo ripeto sempre, scambi le cartelle e prenda quello che le occorre, anche per Serafinuccia (Le “cartelle” qui ricordate erano probabilmente certificati di deposito intestati a Suor Colomba, poiché anche in altre occasioni ella ne parla come di beni di cui può disporre). 
Serafina, la piccola speranza 
La piccola Serafina, pur nella precaria situazione in cui vivono, appare sempre più la creatura della speranza a cui si volge la sollecitudine e la tenerezza di Madre Carmela, ma anche di Suor Colomba – ora Suor Eufrosina – che ne segue da lontano i passi, giorno per giorno. 
Giuseppina deve restare con lei; poi, se piace al Sacro Cuore che io ritorno, si farà la decisione. Anzi, le dica che impari tutto. Cosa ne fa Dio di una Suora ignorante?.....Per me, io la terrei per 2 anni a scuola e lavori; anche perché, entrando piccole in Noviziato, la salute viene meno, e molte sono obbligate ad uscire, con tanto dolore (Lettera n°6, fine 1930, Archivio Visitazione Rosolini).
In una lettera, databile tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio del 1931, Suor Eufrosina si rivolge direttamente a Serafina con accenti di tenerezza materna: 
Cara Serafinuccia, falla uscire ogni tanto la mamma (Madre Carmela), portala sul mare e tienila contenta.....cerca di farle dimenticare quello che soffre. Quando fai la Santa Comunione, dì a Gesù che l'accontenti....Sii giudiziosa nella scuola e nella strada, ti raccomando. Ricordati che ogni mattina ricevi Gesù (Lettera n°10, gennaio-febbraio 1931, Archivio Visitazione Rosolini). 
Talvolta gli dà consigli pratici, sulle attitudini da coltivare e le arti femminili da apprendere; ci pare di leggere pagine di antiche agiografie di perfette donne di casa: 
Cara Serafinuccia, ricevetti la tua letterina, ma non sono contenta – vorrei che scrivessi bene – spero che con il tempo e con la scuola arriverai dove ti voglio. Mi piace che ti eserciti nella pittura. Ma cosa fai? Ti prego di completare l'arazzo....con la cicogna. Puoi fare un arazzo con le figure, così impari a fare le facce. Mi piace che ti alzi presto per le lezioni, la mattina la mente è serena. Nel ricamo abbi pure impegno, in quello in seta e oro pure....Tu dovrai stare contenta e studiare con amore. Sei sempre religiosa, giacché Gesù sembra che ti volle fin dal nascere. Quando sarai grande ti racconterò come all'età di 4 anni ti trovi nella casa del Sacro Cuore e fosti eletta prima di nascere. Ancora sei piccola per capire questo mistero. Scrivimi quando hai tempo; non celare niente a chi ti ha portato in braccio e ti ha vegliato la notte (Lettera n° 4). 
Queste parole sono una conferma delle pie memorie tramandate nel paese di Rosolini e nel Monastero che si trovano raccolte nel Manoscritto inedito del 1983, sulla vita e le virtù di Madre Maria Serafina Rubbera. Conferma ancora più autorevole troviamo nella lettera al Vescovo di Noto Monsignor Vizzini, del Parroco Vincenzo Sgadari del 29/07/1920, nella quale il sacerdote di venerata memoria, non esita ad affermare: ….il fatto miracoloso della visione prima della nascita della fanciulla che ora sta in casa del Sacro Cuore, fatto del quale io sono testimone...(Citato da: Don Giuseppe Saletti, Il Sacro Cuore e Rosolini, pag.30). 
Nel buio dell'incertezza 
Ai piedi di Gesù Sacramentato, nella sua nuova condizione di religiosa, Suor Eufrosina vive da contemplativa, immersa nel silenzio e nella preghiera: ma non può far tacere l'ansia che le fornisce il cuore al pensiero di Madre Carmela, la povera esiliata che brucia dal desiderio di tornare a Rosolini, mentre resta inchiodata dal divieto di Mons. Vizzini. 
L'agitazione del paese si fa sempre più allarmante: gli abitanti di Rosolini si sentono defraudati del loro bene più prezioso e sono pronti a forzare la porta del Santuario vuoto, per ottenere la restituzione dell'immagine del Sacro Cuore. A questo punto, le autorità civili si mobilitano, tanto che il Podestà emana un'ordinanza nella quale minaccia l'arresto immediato dei cittadini che si raggruppino in pubblico in numero superiore a otto. 
E' l'ora buia del Getsemani per Madre Carmela; Suor Eufrosina comprende e, da angelo consolatore, la raggiunge con i suoi messaggi di conforto: 
Mamma carissima, in alto lo sguardo. La terra non deve essere più per noi. Viviamo d'amore e non la degnano più di uno sguardo. I santi la guardavano come esilio; noi la guarderemo come purgatorio per espiare tutte le macchie che ne abbiamo contratto. Una sera – se Lei si ricorda – vicino a Gesù Sacramentato abbiamo gridato: Viva la Croce! - diceva Lei. Ed io: Viva l'Amore!. Adesso congiungiamo insieme questo grido in questo deserto: Viva la Croce-Viva l'Amore. Croce e Amore, il grido di tutte quelle che si trovano in cielo. Hanno attraversato la Croce, ora godono l'Amore (Lettera n° 10, Archivio Visitazione Rosolini). 
L'oro si purifica nel fuoco del crogiolo e acquista nuovo splendore. E' il caso di queste anime semplici e abbandonate all'azione di Dio, nella fornace ardente del Divin Cuore. Nella prova, esse avvertono sempre più urgente e luminosa la loro missione di essere apostole dell'Amore in quel preciso luogo, la piccola Rosolini, scelta da Dio per manifestare la Sua Misericordia. 

Continua 
Fonte: 
“Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009. 


LAUS  DEO 

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

venerdì 23 maggio 2014

IL SACRO CUORE DI GESU' A ROSOLINI - PARTE QUINTA .






IL SACRO CUORE DI GESU' 
ROSOLINI 
La storia di due grandi tesori spirituali seminati 
da Dio nel cuore di Rosolini: 
il Santuario del Sacro Cuore di Gesù 
e il Monastero 
della Visitazione di Santa Maria 
a cinquanta cinque anni dalla fondazione 

 NELL'ANDARE SE NE VA E PIANGE 
LA TEMPESTA DELL'INCOMPRENSIONE
La piccola Comunità di consacrate, radunata intorno a Madre Carmela, vive come nell'intimità di una famiglia; alla beniamina, la piccola Serafina, ora si è aggiunta la dolce Suor Maria Elena Aneli; ma nel momento è una bambina di 9 anni che con grande determinazione ha superato la sgomenta opposizione della mamma per unirsi a Madre Carmela, a Suor Colomba e Suor Gemma, all'ombra del Sacro Cuore di Gesù. 
Ma ecco che improvvisamente la tempesta dell'incomprensione si abbatte sul piccolo gruppo di consacrate, così soavemente raccolto nel Santuario. Le ragioni vanno cercate nell'intento del Vescovo di Noto, Monsignor Giuseppe Vizzini, che desidera dare un assetto giuridicamente valido al piccolo Santuario. 
Quì, infatti, affluiscono offerte consistenti, con le quali Madre Carmela pensa di acquistare qualche casetta adiacente per ingrandire la cappella e per dare una sistemazione migliore alla Comunità. Il dialogo tra lei e il Vescovo Mons. Vizzini purtroppo non viene ad un'intesa. Il Prelato avanza varie possibilità: creare un Ente morale per la gestione del Santuario, oppure affidarlo ad un Rettore o, ancora, erigerlo a una nuova parrocchia.....! 
Madre Carmela non aderisce a nessuna di queste proposte, perché non vede in esse la volontà di Dio. Indubbiamente, sia Monsignor Vizzini che Madre Carmela Aprile, sono anime di preghiera, informate da retta intenzione e determinate a servire il Signore nel modo migliore possibile; tuttavia nasce tra loro una tale incomprensione da indurre il Vescovo, nel 1930, a sospendere il culto nel Santuario del Sacro Cuore di Rosolini. 
Perché mai si volle imporre come soluzione solo ed esclusivamente la “visione particolare” della Curia Vescovile di Noto in modo intransigente e che avrebbe sortito, se applicata, l'affidamento in toto del piccolo Santuario e della Comunità delle consacrate ad estranei? Diffidenza clericale verso l'operato di una piccola comunità di donne votate e consacrate al Signore? 
Il colpo fu duro, schiacciante per l'umile Madre Carmela e le sue figlie: tutto sembrava finito! 
Noi oggi, considerando gli avvenimenti a circa 90 anni di distanza, possiamo scorgere in essi un intervento provvidenziale; il Signore, infatti, permette talvolta che i suoi piani si realizzino attraverso percorsi tortuosi, al ritmo dell'umana debolezza e attraverso errori, sempre contingenti che non riescono a intaccare il progetto divino. Questo emergerà nell'ora segnata da Dio, e sarà unicamente opera di Dio. 
Ma per Madre Carmela, in quell'ora di tenebra, la sospensione del culto eucaristico nella cappella del Sacro Cuore di Gesù è una tempesta lacerante, una catastrofe alla quale vuole mettere riparo a tutti i costi. 
Riaffiora così l'antico desiderio mai sopito, di affidare la proprietà e la gestione del piccolo patrimonio a delle Suore, e precisamente all'Istituto del Sacro Cuore, fondato a Ragusa, che ha una casa anche a Siracusa. 
Accolta cordialmente da Monsignor Carabelli, Arcivescovo di Siracusa, Madre Carmela si ritira in città nella Borgata Santa Lucia, presso le suore di quell'Istituto, portando con sé il quadro del Sacro Cuore di Gesù che viene esposto nella cappella. 
Con lei rimane Serafina Rubbera perché ancora troppo piccola, mentre Suor Colomba, Suor Gemma e Giovannina Aneli entrano in noviziato della casa Madre dell'Istituto Sacro Cuore di Ragusa fondato dalla Beata Maria Schininà
Così i fatti; ma ciò che passa nel cuore......somiglia a quanto avviene nel chicco di grano quando nel gelo dell'inverno resta sepolto nella terra, non per morire ma in attesa di risorgere con nuova vita. 

Continua 
Fonte: 
“Cinquant'anni di storia 1959-2009, Monastero della Visitazione di Santa Maria-Santuario Sacro Cuore di Gesù di Rosolini”, a cura della Federazione dei Monasteri della Visitazione dell'Italia Centro-Sud. Giugno 2009. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano